In Italia: from bean to bar

by Umberto - martedì 18 febbraio 2014

In Italia: from bean to bar

Vent'anni fa quando entravi in un locale italiano per vendere una temperatrice , dovevi spiegare perchè il cioccolatino prodotto in casa e non commercializzato era il tuo prodotto, la tua faccia e nessun'altro  poteva proporlo in un locale concorrente.

Il mio amico Andrea Slitti mi ricorda sempre che lui ha iniziato a lavorare il cioccolato perchè le sue referenze proposte prima del 1988 erano identiche a quelle del concorrente del paese vicino...  Oggi tutti hanno la temperatrice e molti ne hanno 2, 3 o anche più.

Ma la tavoletta, il cioccolato venduto è proveniente dallo stessa casa madre e questo rende la sfida commerciale ancora una volta esclusivamente una questione di packaging e prezzo.

In Usa ed in tutta l'America, in molte nazioni extra Cee ed ora anche nel Nord Europa e nella stessa Uk ci sono Artigiani che fanno arrivare le fave direttamente da un loro unico fornitore ( fanno il Cru, costosissimo dai fornitori commerciali!) e con piccole attrezzature poco costose creano il loro cioccolato che permette a loro un prezzo, un mercato ed una riconoscibilità assoluta tanto da vincere negli ultimi anni premi e competizioni nei concorsi mondiali. 

Si può continuare ad utilizzare il cioccolato commerciale per creare praline o più referenze ma poter avere il proprio cioccolato in tavoletta permette di presentarsi al mondo, anche fuori dall'Italia,  con un biglietto da visita assolutamente vincente.

Pochi i casi in Italia ma chi ha scelto questa strada ha fatto il salto di qualità e chissà che tra vent'anni non ci ritroviamo a parlare di questi anni nei quali anche in Italia si iniziava  a capire l'importanza ed il margine operativo che si può avere diventando "from bean to bar"....

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